twistTwist sembra presentarci la situazione base della commedia borghese: un uomo tiene nascosta una donna a un’altra donna. Ma di solito è un marito che nasconde alla moglie l’amante. Nel nostro caso, invece, il marito ha dovuto nascondere alla madre gelosa la moglie, e di conseguenza, per evitare di offenderla, anche la moglie alla madre. Questo il problema da cui parte questa commedia. La risposta è evidente, se si bada al genere: al malcapitato in mezzo fra due fuochi, o fra due donne, non possono venirne che guai.

Clive Exton, l’autore di questa pièce, immagina un villino di campagna, dove Roy Lewis si incontra una volta al mese con la madre Molly, opprimente e incontentabile, a cui l’uomo non ha mai avuto il coraggio di rivelare prima il legame con Juno e poi le nozze.

Sotto il medesimo tetto, a sua insaputa, vengono anche a fare l’amore la sua segretaria e il suo socio, il quale è anche l’amante di sua moglie.

Così una sera il nostro malcapitato eroe si ritrova trova in casa: prima la segretaria in baby doll inseguita da un marito furioso, poi la madre bisbetica e ficcanaso, poi la moglie avvertita da una telefonata anonima, quindi il socio donnaiolo.

La prima edizione di TWIST: Marco Columbro con Lauretta Masiero

La prima edizione di TWIST: Marco Columbro con Lauretta Masiero

Per completezza è necessario aggiungere che la scena è dotata di ben sette porte, tutte praticabili e praticate, come nei migliori vaudeville.

Il disgraziato marito/figlio/socio/principale si trova nella necessità di tener buoni tutti gli invasori che si guardano a vicenda con sospetto.

Lui spera di riuscire a mandarne via qualcuno per semplificare la situazione, ma intanto, per evitare pericolose rivelazioni, si mette a mentire a tutto spiano sulle rispettive identità. Quando una bugia incomincia a cedere, il poveraccio tenta di inventarne delle altre, alla bell’e meglio, cedendo spazio per guadagnare tempo, come un generale russo.

Alla fine tutti inseguono tutti, e il giovanotto decide una volta per tutte di non giocare più, abbandonando moglie e madre per fuggire con la segretaria dolce e oca.

Clive exton Twist Columbro D'Abbraccio

Marco Columbro con Mariangela D’Abbraccio nel ruolo della segretaria

Scrive Exton: L’idea di “Twist” deriva da un mito popolare moderno che ho appreso quando vivevo in America. Mi sembrò che quella semplice storia avesse in se un germe di verità, come hanno molti di questi miti metropolitani; in questo caso si riferiva alla triplice relazione Madre-Figlio-Nuora.

Anni dopo stavo raccontando quella storia ad un amico, quando a metà di una frase mi venne in mente che lì avevo la base per una commedia farsesca – il giorno in cui l’inganno venne finalmente scoperto. E una farsa non riguarda sempre dei segreti ed il terrore dei protagonisti che questi segreti vengano all’improvviso svelati?

A me sembra che viviamo in un’epoca in cui sia possibile solo il genere “commedia”. Per scrivere una tragedia è necessario possedere il senso che il mondo abbia un suo grande disegno – un ordine naturale delle cose generalmente accettato e di cui l’eroe si fa beffe a suo rischio e pericolo. A causa della nostra perdita di fede in qualcosa di più grande di noi la Scienza nel mondo moderno si è rivolta all’interno al di là dell’atomo, e l’Arte (quanto non mi piace questa parola – soprattutto se scritta con la A maiuscola!) si è rivolta ad un esame microscopico del comportamento dell’uomo e della sua psiche. In teatro ci sono oggi pochissime commedie serie – e sono tutte tetre. Per scrivere una vera tragedia sarebbe necessario ignorare molti fatti riguardanti le vite dei nostri personaggi – e non ci sentiamo più in grado di farlo. Se dovessimo esaminare il comportamento di Amleto sotto il microscopio col quale esaminiamo i nostri eroi d’oggi – se mai lo dovessimo vedere in situazioni quotidiane – mentre si alza, si taglia col rasoio facendosi la barba, fa colazione e non è in grado di decidere fra i cornflakes e un croissant – avremmo in nuce un personaggio comico.

Nello scrivere “Twist” ho usato deliberatamente dei personaggi stereotipi, come faccio spesso. I miei nemici dicono che non sono in grado di fare altro. Ma io credo che noi tutti aspiriamo ad essere degli stereotipi. C’è qualcuno che nel segreto della propria mente e mentre agisce in un certo modo non abbia in mente un personaggio nel quale desidererebbe essere riconosciuto? Potrebbe trattarsi del burbero militare in pensione, l’elegante signora oziosa, l’eccentrico bohémien coi capelli lunghi e scapigliati, la moglie e madre vessata, il flaneur dì professione, l’uomo o la donna d’affari con lo sguardo d’acciaio – una volta che la gente ci riconosce in un certo ruolo noi sapremo come comportarci in qualunque situazione ci verremo a trovare. La Commedia dell’Arte si rendeva perfettamente conto di questo e metteva in scena infinite variazioni mischiando caratteri standard – Pantalone, taccagno e libertino, il Capitano spaccone, il credulone Dott. Graziano. In Inghilterra, soprattutto Ben Johnson usò il metodo di ignorare tutti i tratti e le manie di ciascun personaggio tranne il più ovvio, che divenne la molla principale delle sue prime commedie “Ognuno nelle sue manie” (1598) e “Ognuno fuori delle sue manie” (1599). Io non aspiro certo a queste altezze, ma spero che riderete e vi divertirete e che forse uno o due fra voi si riconoscerà – o riconoscerà almeno un suo tratto – nella mia commedia.

twist-ge Clive Exton twist

0 Commenti

  • annalisa Posted 26 luglio 2011 21:06

    mi piacerebbe poter leggere il testo di Twixt (twist) in lingua originale…ma non riesco proprio a trovarlo!!! è stato pubblicato? mi potete aiutare?

  • Valerio Posted 14 ottobre 2015 16:20

    Vorrei avere la possibilità di leggere questo testo. E’ possibile chiedervi il copione?
    Grazie

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