Un grande successo italiano del 1985: messo in scena da Gabriele Salvatores per il teatro dell’Elfo, questo testo di Trevor Griffiths, tradotto da Ettore Capriolo ed adattato da Gino e Michele, interpretato da attori che sarebbero ben presto diventati famosi, come Paolo Rossi, Claudio Bisio, Antonio Catania, Silvio Orlando, Renato Sarti, Bebo Storti, Gigio Alberti, Gianni Palladino, Luca Toracca, Roberto Vezzosi ha fatto molto per portare al teatro una nuova generazioni di spettatori, e riteniamo che sia venuta l’ora di ripresentarlo.

Comedians è un curioso copione in cui la riflessione esistenziale e politica si snoda insieme a quella sul teatro, una metafora del mondo che parte da uno sguardo sui luoghi più infimi dell’ambiente dello spettacolo. E’ la storia di sei aspiranti comici che frequentano un corso serale tenuto da un vecchio attore, sei poveracci ciascuno con le proprie paure, le proprie delusioni, e un proprio lavoro «normale» da cui spera di affrancarsi. Griffiths li coglie nel momento in cui l’impresario di una rete televisiva decide di sottoporli a un esame di selezione.

Il primo atto mostra la preparazione, il secondo i provini veri e propri, il terzo quanto accade dopo. Nel primo, un insegnante molto politicizzato di una scuola serale per comici dilettanti comunica che l’esaminatore esterno di fine corso sceglierà tra loro i più idonei per andare in tv e per divenire quindi professionisti. L’esaminatore ha però idee sulla comicità diametralmente opposte all’insegnante: è infatti per una comicità assolutamente disimpegnata, mentre l’insegnante è per una comicità che aiuti il pubblico a prendere coscienza delle contraddizioni sociali.

L’insegnante lascia liberi i suoi allievi di decidere il numero comico più idoneo per il saggio finale: dovranno essere loro a scegliere o di mantenere fino in fondo i principi del suo insegnamento, o di “tradire”, sapendo in ogni momento che, col tradimento, avranno ottime possibilità di essere scelti dall’esaminatore.

La seconda parte dello spettacolo è l’esame, che si tiene in una specie di night. Il pubblico in sala diventa lo stesso pubblico dello spettacolo nello spettacolo, cioè il pubblico del saggio. Conoscendo gli antefatti e le dinamiche di gruppo viste nel primo tempo, capirà chi tradisce, chi entra in crisi, chi mantiene una propria coerenza, chi segnerà la propria autodistruzione.

Nel terzo atto si ritorna in classe, dove gli studenti e l’insegnante faranno il punto di quanto successo al provino.

Trevor Griffiths in realtà ci chiede di considerare con freddezza di cosa siamo incline a ridere, e perchè. Come osserva l’insegnante. “La comicità è una medicina, non la caramella colorata che fa venire la carie.”

Fa ancora oggi uno strano effetto sentir parlare di comicità da cabaret in termini di amore, verità, moralità. E molti degli argomenti trattati vengono dibattuti ancora oggi. Qualche esempio. Uno degli studenti vuole fare il comico per diventare ricco e famoso – “e che c’è di male?”, chiede all’insegnante. Questi, un idealista, insiste: “Noi usiamo la risata come un mezzo, non come uno scopo!” Mentre l’impresario così parla del rappporto pubblico/comico: “Noi siamo dei servi. Loro chiedono. Noi forniamo.”

0 Commenti

  • Daniele Marchesini Posted 4 ottobre 2010 22:00

    Le chiedo se è possibile avere i seguenti testi: commedians, di Tevor Griffiths, cena a sorpresa di Neil Simon,la culla del gatto di Leslie Sands,ho sposato una strega di Van Druten Johnn.Inoltre le chiedo se mi può indicare una farsa pimpante con 4–5 uomini.
    Come sempre certo di una sua risposta la ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità

  • daniele Marchesini Posted 6 ottobre 2014 23:37

    Le chiedo se è possibile visionare commedians, grazie

  • franco Nazzani Posted 23 settembre 2015 13:58

    Salve, siamo una compagnia amatoriale, sarebbe possibile visionare i seguenti testi?
    commedians
    Ventesimo secolo
    forbici follia
    Grazie.
    P:S: Esiste un elenco completo vostri testi?

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