Durante la guerra di Troia, nella città di Troia, Cressida e suo zio Pandarus parlano dell’assedio al quale la città resiste con successo, e di Calcante, il padre di Cressida, che ha ormai lasciato la città da molto tempo e si è alleato con i greci, diventando il loro profeta.
Pandarus esorta la ragazza a vivere la sua giovinezza e ad accettare la corte di un giovanotto innamorato di lei: il principe Troilus, figlio dei reali Priamo ed Ecuba, e fratello di Ettore e Cassandra. Al primo incontro con Troilus Cressida è fredda, ma si prevede un appuntamento futuro.
Nel palazzo reale, Cassandra sta aiutando il padre Priamo -uomo ormai svampito- a giocare con i suoi pupazzi, quando arriva Ecuba, agitata, che racconta al marito di come Atenor sia stato preso prigioniero dai greci, che chiederanno certamente uno scambio; è quindi necessario valutare quale prigioniero greco barattare per riavere Atenor.
Al secondo incontro, Cressida cede all’amore di Troilus, non immaginando che Calcante stia chiedendo ai troiani di riavere la figlia in cambio di Atenor. Quando lo viene a sapere, Cressida è sconvolta, piange e si ribella alla decisione reale: suo padre è un traditore, lei è una troiana, appartiene alla sua città e lì vuol restare; ma tutto è inutile, la legge le impone di partire.
Troilus non si rassegna d’aver perso il suo amore ma Pandarus gli consiglia di aspettare con pazienza: le cose si sistemeranno da sole.
Quando si ritrova col padre, Cressida gli chiede freddamente perché abbia insistito tanto per riaverla, e Calcante le risponde che, in quanto indovino, sa che Troia è destinata a cadere; vuole che la figlia si salvi e sposi il ricco e potente Diomede. Cressida rifiuta con sdegno.
Nel campo troiano, Cassandra si lamenta con Troilus della sua condizione di veggente, colpita dalla maledizione di non essere mai creduta. Troilus neppure l’ascolta, preso dalla sua disperazione. Intanto Ettore si prepara ad una battaglia tra lui ed Achille.
Sono circa tre settimane che Cressida è tra i greci. E’ notte e la ragazza è seduta fuori dalla sua tenda. Diomede le si avvicina e tenta di consolare la sua inconsolabile nostalgia di casa, ma lei gli oppone una crudele freddezza frammista a sarcasmo. Lui insiste, lei vacilla, lui è dolce, lei scoppia in pianto e… cede al suo abbraccio.
E’ trascorso un anno. Ettore torna esausto dalla battaglia, avendo ucciso non Achille bensì Patroclus, che aveva indossato l’armatura del suo amante! Ora certamente Achille arriverà come una furia con l’intento di vendicarlo.
Pandarus è costretto ad ammettere a Troilus l’amara verità: Cressida appartiene ormai a Diomede; Troilus non si rassegna e decide di fuggire nottetempo per andare da lei, nell’accampamento nemico.
Nella città di Troia va aumentando la sensazione che la guerra sarà perduta. Nottetempo Troilus raggiunge la tenda di Cressida. Lei, tra la sorpresa e l’eccitazione di rivederlo, si lascia andare, ma subito si riprende e lo esorta a fuggire, senza di lei. Troilus ha la conferma di essere stato tradito, chiama a gran voce Diomede, che è nella tenda, e lo sfida a duello.
Ecuba racconta a Priamo l’orribile morte di Ettore per mano del crudele Achille. Troia è nel panico, la violenza regna in ogni dove. Cassandra ha raggiunto le linee nemiche, nei pressi del luogo in cui Troilus e Diomede stanno duellando. Lei e Cressida affrontano insieme l’attesa. Diomede porta loro il corpo senza vita di Troilus. Cressida è disperata; Cassandra parla all’anima del fratello e lo vede finalmente sorridere in pace. Cressida chiede a Cassandra di predirle il futuro, nella speranza che questo sia colmo di sofferenze …e breve; ma Cassandra vede una vita lunga, figli, nipoti, pronipoti…
