Una versione per un cast di sette attori (6 uomini e 1 donna) per 24 personaggi che si sviluppa come una prova (il giorno prima della prova generale dello spettacolo) in cui il regista vuole che la compagnia prenda in considerazione solo i momenti di verità ed i punti di svolta del testo (quei punti in cui, se i personaggi dovessero prendere una decisione diversa, la storia avrebbe un altro svolgimento).

“L’importante è che vi ricordiate che la Danimarca è una prigione” – dice il regista. E continua: “Ogni personaggio in questo mondo – nel nostro mondo – ha un solo scopo: fuggire. Ma ognuno di voi può fuggire solo a suo modo. [Indica] Il tuo è il bere; il tuo è il potere – ovvio; per Rosencrantz e Guildenstern la negazione e il tradimento; per Ofelia, illusione, fantasticherie, follia; per Orazio, lealtà – non parlo di parole, ma di intenzioni: ossessione, costrizioni, fame – prigione – manicomio – camera della tortura – prigione…

Ne hanno scritto:

La versione teatrale dell’Amleto di Shakespeare, fatta da Donald Freed nel suo HAMLET (IN REHEARSAL) porta alla luce una commedia nascosta nella commedia in commedia in cui un Amleto, prigioniero della colpa, dello stato, del cosmo si sforza, e alla fine riesce, ad afferrare, la libertà della morte. E’ un’ impresa originale, esplosiva, e meravigliosamente creative. Splendida! [Leon Katz, Leon Katz’ Edition of the Notebooks of Gertrude Stein, Emeritus Professor, Yale University]

Se Shakespeare si fosse risvegliato nell’oppresso teatro del ventunesimo secolo, avesse letto Beckett, guardato la CNN e si fosse fatto un bel drink, questa è la commedia che avrebbe scritto.
Adam Leipzig, producer & dramaturg

Donald Freed ci ha portato un concetto assolutamente nuovo e brillante di Amleto. Mettendo in scena una prova fra Buckingham e Michael Frayn, ha orchestrato un altissimo livello di discussion e conflitto, divertente e pieno di azione, tale da avvincere qualsiasi pubblico. L’impressione centrale è quella di un regista tormentato come Amleto, e un Amleto che ha in sè molto del regista. Si ritrovano nella stessa situazione difficile, si battono per superarla, e a vincere è il pubblico. [Edward Pearce, Machiavelli’s Children, The Great Man, The Guardian]

Nessun attore degno di questo nome può leggere questa commedia senza desiderare di farla. Freed ci conduce lungo gli oscuri corridoi tra le battute della commedia di Shakespeare, creando un brillante meta-dramma, pieno di gioia teatrale, sorprendenti scoperte e meraviglioso linguaggio. Unico!
Ron Marasco, PhD, author of Notes to an Actor

HAMLET (IN REHEARSAL) di Donald Freed è una rivelazione che appare così ragionevole che ci si chiede come mai non ci si abbia mai pensato prima. Freed ha battuto se stesso. Sorprendente
Lorinne Vozoff, Artistic Director, Theatre Group Studio

1 Commento

  • Pietro Marzi Posted 4 settembre 2015 8:10

    è possibile avere il copione?
    Grazie
    Pietro

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