ERT - TEATRO STABILE DI CATANIA

ERT – Teatro Stabile di Catania (2004-2005)

Harold Pinter scrisse Vecchi tempi nel 1970, poco prima di cominciare a lavorare alla riduzione cinematografica dell’opera di Proust. Anche Pinter, come lo scrittore francese, crede che il tempo perduto si riveli nell’amore, nelle sue traiettorie asimmetriche.
“Memory play”, commedia della memoria che potrebbe anche essere definita “forgetting play”, commedia della dimenticanza, Vecchi Tempi mette a fuoco la questione dell’arbitrarietà del ricordo.
In una stanza, spazio pinteriano per eccellenza, una coppia attende una visita: un’amica della giovinezza della moglie. Lui è curioso di conoscerla, curioso di un passato di cui sa poco. Promette che sarà vigile, vuole osservare le due donne insieme, capire la sua amata attraverso il riflesso dell’altra.

 ERT - TEATRO STABILE DI CATANIA

ERT – Teatro Stabile di Catania (2004-2005)

Il testo prende avvio con una conversazione su una strana visita che sta per avvenire, perché in realtà lei, l’altra, è già lì, come un’ombra. Le sarà sufficiente voltarsi per entrare in scena e intrufolarsi col ricordo nelle loro reciproche reticenze.
Come sempre in Pinter, la comunicazione è piena di omissioni. Qualsiasi confine fra narrazione “storica” e narrazione inventata appare velleitaria. La battuta di Anna esplicita questa condizione: “A volte ci si ricorda di cose anche se non sono mai avvenute. Io ricordo cose che magari non sono mai avvenute, ma proprio perché le ricordo diventano reali”.

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