L'alba di una nuova epoca?

Nel nostro strano paese può capitare che un autore di teatro si vergogni a definirsi tale. Agli Autori Italiani che non abbiano avuto la lungimiranza di morire presto e diventare dei “classici”, può essere capitato di venire considerati un investimento pericoloso (per gli impresari) e una seccatura per i registi con pretese autorali. Le Istituzioni Culturali, dal canto loro, non li/ci considerano affatto.

Già anni fa, a un Convegno sulla Drammaturgia Italiana, in presenza di tanti, bravi, più o meno giovani, autori, mi era capitato di chiedermi/ci: bastiamo a fare una drammaturgia italiana? La risposta che davo a me stessa era che non bastavamo, ma non per la nostra incapacità, ma perchè ognuno di noi era un’eccezione fortunata e non parte  fondante di una drammaturgia nazionale.

Forse le cose stanno per cambiare. Sull’onda della vittoria ai referendum,  sull’onda dell’occupazione del teatro Valle, che noi autori abbiamo sostenuto sin da subito con un documento unitario, ci siamo ritrovati anche di persona e cominciamo a conoscerci, a trovare punti d’accordo e a scontrarci su punti di disaccordo, tutto per arrivare a costituire una Casa della Drammaturgia Italiana, che oltre a raccogliere, catalogare e promuovere le nostre (cioè di tutti gli autori italiani) opere, divenga una forza che possa presentarsi unita a richiedere per gli Autori italiani rispetto, sostegno, protezione.

1 Commento

  • edoardo lucchesi Posted 10 ottobre 2011 13:39

    Gent.ma Signora
    Il suo cognome non mi dava adito a nessun dubbio, troppo importante infatti suonava alle mie orecchie ed ai miei ricordi di giovane matricola di Medicina all’università di Catania quando sono venuto in contatto con i suoi due cugini pachinesi adesso vecchi colleghi: Mi meravigliai del fatto che portassero un cognome così importante nell’immaginario personale mio e di tutti coloro i quali avendo frequentato il Liceo ” Di Rudinì” di Noto ,erano venuti in contatto con uno dei maestri della letteratura contemporanea, come Vitaliano Brancati. Ma il mio cognome Lucchesi da Pachino derivava e quasi inconsapevolmente il legame a parte gli interessi medici si saldò. Adesso quasi 57enne, con un amore per il teatro scoperto da qualche anno ,mi trovo a condividere con mia moglie ed altri amici, l’avventura di una compagnia teatrale ” Da quì…in poi “, che il Teatro porta avanti senza scopo di lucro, ma solo con l’amore che un appassionato ha nel suo cuore. Ero restio, avevo pudore e timore a scriverLe, ma poi mi son detto , una gran donna con quel sangue nelle vene siciliano come il mio , spero che mi risponda…se ne ha il tempo; ed allora Le ho scritto…in punta di piedi sperando di non disturbarLa oltremodo.Chissà se mi sarà dato il piacere e l’onore di conoscerLa…chissà. Mi accontento adesso di chiederLe solo la possibilità di avere il copione di ” Moon over Buffalo ” ossia ” La luna degli attori “. Vorrei leggerlo, mi affascinano gli autori americani ( Simon ed altri ) non conoscevo Ludwig anche se vedremo a Noto ” Cercasi Tenore ” con il nostro conterraneo Jannuzzo. Adesso La prego di raccogliere a piene mani i sensi più veri della mia stima con il segreto desiderio di incontrarLa magari nella nostra magica e luminosa terra siciliana. Eddy Lucchesi

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