I personaggi di questa farsa straordinaria di Johnny Mortimer e Brian Cooke sono gli stessi protagonisti della vecchia serie televisiva (di recente tornata in edicola grazie a Hobby&Work) “George&Mildred”:

George è uno scansafatiche di dimensioni cosmiche, è un gran taccagno e ha due soli veri amici: la poltrona e la televisione. Gli piace bere un bicchierino di brandy, ma odia lavarsi, non va mai dal barbiere, e a letto… beh, lì accusa improvvisi cali di energia.

Ambiziosa e combattiva, Mildred più che una donna è una vera e propria schiacciasassi. Tenta (invano) di smuovere George e fargli fare bella figura, in modo da accorciare la distanza tra di loro… e l’alta società londinese.

Ethel è la sorella “altolocata” di Mildred: ha sposato un uomo agiato e naviga tra gioielli, pellicce e servitù. E’ la conferma vivente che i soli soldi non bastano per avere classe.

Humphrey, il marito di Ethel, ha sfondato in un settore sempre fiorente: la trippa. George lo scansa come la peste anche perché teme che possa offrirgli un posto di lavoro fisso nella sua mega-azienda. Tuttavia, spesso non riesce ad evitare di finire coinvolto nelle disastrose avventure del cognato.

La commedia ha inizio con George e Mildred che si trovano a dover ospitare forzatamente in casa Ethel, che si è convinta (non a torto) di essere tradita dal marito.

La situazione fra i due coniugi perpetuamente incandescente si esaspera ancora di più..

Humphery cerca di riportarsi Hethel a casa, ma nel frattempo le due sorelle decidono di fare un viaggio in Francia, lasciando i due uomini soli,

Humphrey, nonostante le incertezze di George, intende trasformare l’assenza delle mogli in una notte romantica da passare con due avvenenti ragazze che invita a casa, Jennifer e Shirley, ma nel più bello, quando i due “topi” cominciano a ballare, tornano i “gatti” e ai due cognati, scoperti in flagrante, non resta che cercare di rimediare con un turbinio di imbrogli e bugie, rendendo ancor più paradossale e divertente l’intera vicenda.

Alla fine, riuscirà George a capire perché il suo soprabito, che teneva chiuso nell’armadio della camera da letto, tutto sgualcito era indossato dal cognato Humphrey Ponfrey?

1 Commento

  • luca Posted 18 aprile 2013 16:19

    Buonasera, sono sempre luca da Firenze, vorrei sapere le modalita’ per ricevere queste testo, grazie infinite.
    Saluti

Aggiungi Commento