“COME IL CORVO SCOPRI’ LA LUCE & altri racconti di Indiani Americani”
Molto tempo prima che le navi vichinghe o le navi dei Pellegrini approdassero al paese che chiamiamo America, gli Indiani cacciavano nei boschi, percorrevano fiumi e attraversavano laghi con le loro canoe, cavalcavano attraverso le pianure e le valli e le colline. Quella era la loro terra, ed essi raccontavano storie per celebrare la sua bellezza: racconti sulle nebbie d’autunno, sui ghiaccioli d’argento, i percorsi dei fiumi e le pozze di salmoni, sul lucente corvo nero, sul vento che scivola lungo le montagne, la pioggia che profuma il terreno, la nube d’acqua che diventa neve nell’aria gelida.
Queste storie venivano tramandate oralmente attorno ai fuochi, raccontate sulle piste di caccia, narrate a notte per allontanare l’oscurità. E raccontate per allontanare le paure del popolo degli uomini. Una volta che qualcosa di spaventoso viene compreso, sembra farsi meno minaccioso. E così gli Indiani domavano ogni tipo di pericolo – il caldo e il freddo, l’orso e il lupo – rendendolo comprensibile attraverso una storia. Le loro preoccupazioni, le loro speranze e paure, ci ricordano le nostre. Si preoccupavano di nemici e furti, di inganni e travestimenti, di bambini perduti, genitori adirati, amore e perdita, prove ed ostacoli e barriere, calore e cibo, rifugio, fuga, mistero e magia, e, naturalmente, morte. La vita giornaliera degli indiani forniva l’esperienza da cui scaturivano questi racconti. Come noi ci raccontiamo storie dei nostri tempi di scuola o dei nostri successi nel lavoro o nello sport, così gli indiani raccontavano storie sulla loro vita: i cervi che si radunano nei prati sospesi delle montagne, le terra fredda, il gelo, lo sciogliersi dell’inverno, le formule magiche che occorre conoscere per superare il male negli altri e gli spiriti dell’aria. I racconti di questo libro derivano dalle storie raccontate dalle tribù indiane den Pacifico nordoccidentale, lungo le baie, le insenature e i fiumi che sfociano nell’oceano Pacifico.
Molti anni fa, l’antropologo Franz Boas visse con questi indiani e raccolse le loro storie. Ma lo fece sotto forma di appunti, spesso brevi ed incompleti. Paul Levitt ed Elissa Guralnick, autori di questo volume, hanno preso questi appunti, e come fanno spesso gli autori, le hanno abbellite, usando i vivaci colori della vita indiana.
