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	<title>Antonia BrancatiDAVID EDGAR</title>
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	<description>Concessionaria per il Teatro</description>
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		<title>David Edgar &#8211; IL DILEMMA DEL PRIGIONIERO (Prisoner&#8217;s Dilemma)</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 16:57:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opere]]></category>
		<category><![CDATA[commedia]]></category>
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		<description><![CDATA[DAVID EDGAR
THE PRISONER&#8217;S DILEMMA
Debutto	RSC The Other Place, Stratford-upon-Avon, 11 luglio 2001; regia: Michael Attenborough
Altri allestimenti		RSC, The Pit, Londra, gennaio-aprile 2002
Personaggi	34 (interpretati da 14 attori, di cui 4 donne e 10 uomini)
Scenografia Minima. Lo spazio ideale è piccolo, con gli attori a stretto contatto con il pubblico. Richiede due livelli scenici (alto/basso) e la presenza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.antoniabrancati.it/wp-content/uploads/2009/09/David-Edgar-Il-dilemma-del-prigioniero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-619" title="David Edgar - Il dilemma del prigioniero" src="/wp-content/uploads/2009/09/David-Edgar-Il-dilemma-del-prigioniero-300x245.jpg" alt="David Edgar - Il dilemma del prigioniero" width="300" height="245" /></a>DAVID EDGAR<br />
THE PRISONER&#8217;S DILEMMA</strong><br />
Debutto	RSC The Other Place, Stratford-upon-Avon, 11 luglio 2001; regia: Michael Attenborough<br />
Altri allestimenti		RSC, The Pit, Londra, gennaio-aprile 2002<br />
Personaggi	34 (interpretati da 14 attori, di cui 4 donne e 10 uomini)<br />
Scenografia Minima. Lo spazio ideale è piccolo, con gli attori a stretto contatto con il pubblico. Richiede due livelli scenici (alto/basso) e la presenza di uno schermo video.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Atti				2 (6 + 5 scene) </strong><br />
<strong>Durata			2 ore e 45 minuti</strong></p>
<p>Titolo italiano		<strong>Il dilemma del prigioniero </strong><br />
Traduttrice		<strong>Sara Soncini </strong></p>
<p><strong>LA TRAMA</strong><br />
1989, un&#8217;aula dell&#8217;Università della California. I partecipanti a un seminario sulla soluzione pacifica dei conflitti sono impegnati nella simulazione di un negoziato di pace. Chiaramente affascinato dal parallelismo tra setting diplomatico e set teatrale, Edgar illustra alcuni dei giochi di ruolo di cui la diplomazia fa largo uso &#8211; tra questi, il noto &#8220;dilemma del prigioniero&#8221; che dà il titolo alla pièce.</p>
<p><span id="more-618"></span></p>
<div id="attachment_773" class="wp-caption alignright" style="width: 166px"><a href="http://www.antoniabrancati.it/wp-content/uploads/2009/09/David-Edgar-Il-dilemma-del-prigioniero-Locandina-2003-2004.jpg"><img class="size-medium wp-image-773 " title="David Edgar - Il dilemma del prigioniero Locandina (2003-2004)" src="/wp-content/uploads/2009/09/David-Edgar-Il-dilemma-del-prigioniero-Locandina-2003-2004-195x300.jpg" alt="Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato (2003-2004)" width="156" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato (2003-2004)</p></div>
<p>La scena successiva ci catapulta in una situazione reale: lo scontro tra la Caucasia, un ex repubblica sovietica, e la Drozdania, un&#8217;enclave a maggioranza islamica che reclama a sua volta l&#8217;indipendenza. La fiction consente a Edgar di fare riferimento a numerosi scenari di guerra contemporanei, dalla Palestina alla Cecenia, dalla Bosnia all&#8217;Irlanda del Nord, dal Kosovo all&#8217;Afghanistan, mostrando come la logica semplice e asettica dei modelli teorici si scontri con la complessità delle cause dei conflitti e con la difficoltà di costruire un linguaggio comune della pace. Grazie alla mediazione di Gina Olsson, che ora lavora per il governo finlandese, alcuni delegati caucasici e drozdani accettano di partecipare a un colloquio informale e segreto nel paese scandinavo.<br />
I dialoghi di Edgar scandagliano con grande efficacia il sottotesto degli interessi reali che si cela sotto il linguaggio formalizzato della diplomazia e della politica internazionale, il divario tra ciò che una parte dice e quello che l&#8217;altra &#8220;sente&#8221;, i differenti significati che una parola assume a secondo di chi se ne appropria.<br />
Le stesse voragini dell&#8217;inespresso si aprono al di sotto dei rapporti personali, in particolare quello tra la mediatrice Gina e Kelima, la terrorista drozdana che vuole la pace. Il pubblico assiste col fiato sospeso al clima teso dei negoziati, agli sforzi per costruire un terreno d&#8217;intesa e al vanificarsi di questi sforzi davanti agli squilibri di potere, agli interessi economici &#8211; in primis quelli degli stessi mediatori &#8211; e ai fantasmi della Storia.<br />
Esemplare la scena in Finlandia, dove l&#8217;accordo che potrà scongiurare lo scoppio di una sanguinosa guerra civile dipende letteralmente dalla sfumatura di una parola, &#8220;rinunciare&#8221; alla violenza &#8211; un verbo che, dopo un difficile braccio di ferro, verrà sostituito con un sinonimo che non implichi una condanna dell&#8217;unica strategia politica a disposizione dei ribelli.</p>
<p>Si tratta però di una soluzione che rimane subito impigliata nella complessa rete di interessi interni ed esterni: l&#8217;accordo non viene ratificato, si giunge allo scontro aperto, si commettono crimini di guerra che rendono ancora più difficile ricostruire uno scenario di pace, specie se i colpevoli restano impuniti.</p>
<div id="attachment_774" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.antoniabrancati.it/wp-content/uploads/2009/09/David-Edgar-Il-dilemma-del-prigioniero-2003-2004.jpg"><img class="size-medium wp-image-774" title="David Edgar - Il dilemma del prigioniero (2003-2004)" src="/wp-content/uploads/2009/09/David-Edgar-Il-dilemma-del-prigioniero-2003-2004-300x130.jpg" alt="Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato (2003-2004)" width="300" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato (2003-2004)</p></div>
<p>Quando, nel secondo atto, i due contendenti ritornano al tavolo negoziale, questa volta lo fanno su una portaerei americana e sotto la regia dello zio Sam. Qui, il progetto di uno stato democratico multietnico naufraga davanti alla più facile soluzione della scissione e della pulizia etnica. Mettendo in discussione il ruolo dell&#8217;Occidente, in bilico tra il genuino desiderio di promuovere la pace ed il sostegno dei propri interessi politici ed economici, The Prisoner&#8217;s Dilemma è un testo quanto mai attuale e &#8220;necessario&#8221; dopo gli avvenimenti dell&#8217;11 settembre. Come dimostrano i consensi entusiastici ottenuti dallo spettacolo nella sua ripresa londinese, il pubblico è oggi pronto a prestare ascolto alla complessità del lavoro di Edgar, ad interrogarsi su questi pressanti dilemmi che sono ormai entrati di prepotenza a far parte della nostra vita.</p>

	<br style="clear:both;"/><br/><h4>Collegamenti</h4>
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		<title>David Edgar</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 09:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori]]></category>
		<category><![CDATA[DAVID EDGAR]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>

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		<description><![CDATA[Formatosi nei gruppi di teatro alternativo degli anni &#8216;70, David Edgar è stato ed è tuttora una delle voci pi— importanti del teatro politico britannico. Con Destiny (1976) e Maydays (1983), scritti per la Royal Shakespeare Company, ha offerto un affresco di taglio epico della scena politico-sociale inglese dal dopoguerra al periodo Thatcher. Sempre agli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-339" title="EDGAR-DAVID" src="/wp-content/uploads/2009/09/EDGAR-DAVID.jpg" alt="EDGAR DAVID David Edgar" width="121" height="120" />Formatosi nei gruppi di teatro alternativo degli anni &#8216;70, David Edgar è stato ed è tuttora una delle voci pi— importanti del teatro politico britannico. Con Destiny (1976) e Maydays (1983), scritti per la Royal Shakespeare Company, ha offerto un affresco di taglio epico della scena politico-sociale inglese dal dopoguerra al periodo Thatcher. Sempre agli anni &#8216;80 risale il suo fortunatissimo adattamento del Nicholas Nickleby di Charles Dickens per la RSC. All&#8217;inizio degli anni &#8216;90, in sintonia con i mutamenti epocali prodotti dalla fine della Guerra fredda e dal crollo del muro di Berlino, Edgar sposta la sua attenzione sul nuovo ordine europeo e mondiale con la trilogia che comprende The Shape of the Table (1990), Pentecost (1994) e The Prisoner&#8217;s Dilemma (2001). Oltre che per il teatro Edgar ha scritto per la televisione (Vote for Them, uno sceneggiato in tre puntate per BBC2, 1989; Buying a Landslide, BBC2, 1992; Citizen Locke, Channel Four, 1994) e la radio (Talking to Mars, BBC, 1996; The Secret Parts, un adattamento del romanzo di Eve Brook, 2000). Nel 1989 ha fondato all&#8217;Universit… di Birmingham il primo corso postlaurea britannico in drammaturgia e lo ha diretto per un decennio. Non ha mai abbandonato la sua prima attivit…, quella di giornalista: i suoi articoli compaiono regolarmente sui maggiori quotidiani e periodici britannici. Nel 1999 ha pubblicato State of Play, una raccolta di saggi sul teatro contemporaneo.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">COMMEDIE ORIGINALI: </span><br />
DEATH STORY (Birmingham Repertori Theatre, 1972)<br />
ENTERTAINING STRANGERS (Dorchester Community Play, 1985, e National Theatre nel 1987)<br />
THAT SUMMER (Hampstead Theatre, Londra, 1987)<br />
THE SHAPE OF THE TABLE (National Theatre, 1990)</p>
<p><span id="more-167"></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">COMMEDIE ORIGINALI PER LA ROYAL SHAKESPEARE COMPANY: </span><br />
DESTINY (1986) premio John Whiting<br />
MAYDAYS (1983) premio Plays and Players per la miglior commedia dell&#8217;anno<br />
PENTESCOST premio dell&#8217;Evening Standard per la migliore commedia (1994/95)</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">ADATTAMENTI PER LE SCENE:</span><br />
JAIL DIARY dal Diario di Albie Sachs (Royal Shakespeare Company, 1978)<br />
MARY BARNES dal libro omonimo di Mary Barnes e Joe Berke (Birmingham Rep e poi Royal Court, Londra 1978/79)<br />
NICHOLAS NICKLEBY da Dickens &#8211; commedia che ha vinto numerosissimi premi, rappresentata sia a Londra che a New York (1980/81), registrata anche per Channel 4 in televisione;<br />
DR. JECKYLL AND MR. HYDE da Stevenson (Royal Shakespeare Company 1991 e susseguentemente, Birmingham Rep,1996);<br />
ALBERT SPEER dal libro di Gitta Sereny (National Theatre, 2000)</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">OPERE PER LA TELEVISIONE: </span><br />
VOTE FOR THEM &#8211; miniserie in tre parti, scritta assieme a Neil Grant (BBC&#8221;, 1989)<br />
BUYING A LANDSLIDE , commedia (BBC&#8221;, 1992)<br />
CITIZEN LOCKE (Channel 4, 1994)</p>
<p>Per la BBC radio ha scritto tra l&#8217;altro TALKING TO MARS (1996) ed un adattamento dal romanzo di Eve brook THE SECRET PARTS (2000)<br />
Per la Paramount, nel 1986 ha scritto il film LADY JANE.<br />
Scrive articoli e recensioni per molti giornali, tra i quali: il Guardian, il New Statesman e la London Review of Books.<br />
Ha pubblicato un volume di saggi dal titolo THE SECOND TIME AS FARCE (1988), e ha curato l&#8217;edizione e scritto la prefazione di un volume sulla drammaturgia contemporanea dal titolo STATE OF PLAY, pubblicato nel 1999.</p>

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</ul>

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