Petty Men di J. Chisham, J. Levai e A. Goodbody

Petty Men ha debuttato il 19 novembre all’Arcola Theatre di Londra.

Petty Men è un testo teatrale contemporaneo e metateatrale, una rivisitazione di Giulio Cesare di William Shakespeare, sviluppata da John Chisham, Júlia Levai e Adam Goodbody.

La pièce sposta l’azione dal palcoscenico classico alla realtà quotidiana di due understudy (attori sostituti) che lavorano su una produzione di Giulio Cesare in un teatro moderno, esplorando con ironia e intensità le dinamiche di amicizia, ambizione e identità artistica. 

La storia è ambientata quasi interamente nella sala trucco/backstage dove due understudy — Understudy Brutus e Understudy Cassius — aspettano di essere chiamati a sostituire gli attori principali in scena. La loro mansione ufficiale è secondaria e invisibile: i veri protagonisti dello spettacolo sono gli attori principali, mentre loro trascorrono le serate nascosti in un ambiente grigio e poco glamour, con una pianta malandata, tè e popcorn, in attesa di un futuro che sembra non arrivare mai. 

I due attori, pur condividendo lo stesso sogno professionale, incarnano atteggiamenti e obiettivi diversi rispetto al teatro e alla propria carriera. Cassius è ambizioso, determinato a provare continuamente e a convincere Brutus ad affrontare la parte, credendo che la preparazione e la dedizione possano portarli finalmente sul palco. Brutus, al contrario, è più pigro, distaccato e intraprende spesso versioni improvvisate e giocose della pièce, come se cercasse un rifugio nell’aspetto ludico del teatro piuttosto che vivere la tensione competitiva.

Mentre passano il tempo ripetendo battute e ricreando scene di Giulio Cesare, la loro performance di facciata si trasforma in un specchio psicologico intenso: i confini tra la messinscena e la vita reale si confondono, esplorando così questioni profonde come l’importanza dell’essere visti, riconosciuti e scelti, e il prezzo personale del desiderio di successo.

La frase del titolo Petty Men («uomini di poco conto») ribalta il significato originale di “petty” (che indica qualcosa di insignificante o banale), usandolo per interrogare il pubblico su quanto i personaggi percepiscano la propria importanza o la propria irrelevanza nel grande teatro del mondo, giocando con il testo di Shakespeare che parla di uomini “sotto le gambe di un Colosso”.

Il rapporto tra Brutus e Cassius — modellato su quello dei celebri personaggi shakespeariani — si evolve da amicizia spontanea a rivalità sottile, quando la possibilità concreta di salire sul palco per uno dei due sembra avvicinarsi: la tensione tra loro esplode, sollevando domande su chi meriti veramente di essere protagonista e fino a che punto un artista sia disposto a spingersi per riuscirci.

In definitiva, Petty Men non è soltanto una reinterpretazione di Giulio Cesare, ma una riflessione sul desiderio di riscatto, sull’identità dell’artista e sul senso di appartenenza, oltre a porre domande sulla natura delle ambizioni personali in un ambiente competitivo come quello teatrale moderno.

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