Oren Safdie è un drammaturgo e sceneggiatore canadese-americano-israeliano, figlio dell’architetto Moshe Safdie.
Primi anni
Safdie è nato a Montréal, Québec, dal padre Moshe Safdie, architetto canadese-israeliano. La famiglia paterna è israeliana di origine ebraica sefardita, con ascendenze ebraico-siriane. È imparentata con i fratelli Safdie.
Formazione
Oren Safdie inizialmente progettava di diventare architetto come suo padre Moshe Safdie. Ha conseguito un master in architettura frequentando la Graduate School of Architecture della Columbia University a New York. Questo fu, come ha poi spiegato, un tentativo «di avvicinarmi a mio padre».
Durante l’ultimo semestre ha seguito un corso opzionale di scrittura teatrale e ne è rimasto conquistato dopo aver vinto un concorso organizzato dai Columbia Dramatists. E’ rimasto altri quattro anni alla Columbia e ha completato un MFA in scrittura di narrativa. Safdie ha ottennuto una Woolrich Fellowship e ha fondato il West End Gate Theatre, una compagnia teatrale studentesca che includeva attori come il candidato all’Oscar Ethan Hawke e Amanda Peet.
Nel 1996 è diventato drammaturgo-in-residence a La MaMa dove ha prodotto il primo Canadian Theatre Festival a New York.
Ha trascorso inoltre un anno alla Iowa State University, dove ha insegnato architettura. Dal 2007 ricopre la carica di Direttore Artistico ad interim della Malibu Stage Company (oggi Malibu Playhouse).
Safdie insegna drammaturgia e analisi del testo teatrale all’Università di Miami e fa da consulente agli Astonishing Idiots, una nuova compagnia teatrale gestita da studenti, all’interno del Dipartimento di Theatre Arts.
Vive a Los Angeles con la moglie, l’attrice e drammaturga M. J. Kang, e la loro figlia nata nel 2008. Ogni settimana fa la spola con Miami, tornando a casa nei fine settimana.
Opere
Oren Safdie ha scritto il film del 1998 You Can Thank Me Later. Il film è interpretato da Ellen Burstyn, Amanda Plummer, Ted Levine, Mark Blum, Mary McDonnell e Geneviève Bujold. Ha vinto il Grand Jury Prize al Newport Film Festival ed è stato poi trasmesso in anteprima su Showtime negli Stati Uniti.
Broken Places, una commedia nera sugli effetti che i genitori possono avere sulle future relazioni dei figli, è stata prodotta per la prima volta al Tribeca Lab di New York nel 1995.
La Compagnie, ambientata nel distretto dell’abbigliamento di Montréal, presenta figure di classi ed etnie diverse che lavorano in una piccola azienda familiare produttrice di asciugamani che rifornisce negozi in tutto il Canada. In un ambiente di lavoratori pagati al salario minimo, venditori viscidi e datori di lavoro tirchi, tutti dipendono gli uni dagli altri. Il collegamento tra questi mondi è Frank Casselli, un caporeparto laborioso che deve far funzionare tutto senza intoppi. La Compagnie ha debuttato all’Alma Shapiro Center di New York nel 1996.
Private Jokes, Public Places ha debuttato al Malibu Stage Company nel 2003 e è stato poi rappresentato a New York a La MaMa E.T.C., prima di trasferirsi al Center of Architecture per una tenitura di cinque mesi. È stato inoltre prodotto al Tarragon Theatre di Toronto, al Wellfleet Harbor Actors Theatre di Wellfleet, Massachusetts, all’Aurora Theatre di Berkeley, California, al New End Theatre di Londra, e al Teatro Nazionale di Romania a Timișoara, ed è stato tradotto in giapponese. Private Jokes, Public Places è stato un successo di critica off-Broadway ed è stato segnalato nel 2010 da Terry Teachout del Wall Street Journal come una delle sei migliori nuove opere viste dall’inizio della sua attività di recensore.
The Last Word… ha debuttato off-Broadway nel 2007 a New York, con Daniel J. Travanti nel ruolo del protagonista. Ed Asner aveva interpretato il rulo del protagonista nella prima lettura pubblica, al Malibu Stage Company, quando il testo si intitolava ancora Frank Barth.
L’“effetto Bilbao” è divenuto un termine popolare dopo la costruzione da parte di Frank Gehry del Museo Guggenheim a Bilbao, in Spagna, trasformando la città portuale industriale in una meta turistica imperdibile. Il successo ha spinto altre città a tentare di replicare la formula. Nella pièce di Safdie The Bilbao Effect, la seconda di una trilogia prevista sull’architettura contemporanea, un architetto di fama mondiale affronta una censura dell’American Institute of Architects dopo le accuse secondo cui il suo progetto di riqualificazione di Staten Island avrebbe portato al suicidio di una donna. L’opera affronta temi controversi di progettazione urbana ed esplora se l’architettura sia diventata più un’arte che una professione, e in quale punto l’etica di un ambito violi i principi dell’altro. Ha debuttato al Center for Architecture di New York nel maggio 2010.
Checks & Balances ha avuto la sua prima mondiale al Victory Theater del Rogers Little Theater a Rogers, Arkansas, il 2 novembre 2012. Checks & Balances esplora temi come l’immigrazione legale e illegale, la classe, il privilegio, la definizione di famiglia e il modo in cui la società si rapporta agli anziani.
False Solution, la terza opera sull’architettura contemporanea, ha aperto a La MaMa E.T.C. nel 2013. La trama riguarda un architetto di fama mondiale incaricato dal governo polacco post-comunista di progettare un museo dell’Olocausto. La sua tirocinante ritiene che il progetto non sia un memoriale degno dei milioni di morti. Nel tentativo di concepire un progetto migliore, i due discutono di teoria dell’arte in un duello di arguzia intriso di una tensione sessuale crescente.
Boycott This! attraversa conflitti dalla Polonia degli anni Trenta a un futuro Stato di Palestina, mentre un turista ebreo nella Oaxaca odierna, in Messico, perde il controllo dopo aver visto un poster “Boycott Israel”. È basato su un episodio vissuto da Safdie durante una vacanza a Oaxaca.
Unseamly ha debuttato con grande successo di critica all’Infinitheatre di Montréal il 13 febbraio 2014, suscitando molte polemiche poiché la storia ricalcava da vicino un caso di cronaca di molestie sessuali. Unseamly è stata la prima opera di Oren Safdie a debuttare nella sua città natale. La pièce è stata successivamente prodotta off-Broadway a New York da Urban Stages nel 2015, ottenendo riconoscimenti critici, tra cui il titolo di New York Times Critics’ Pick.
Nel dicembre 2014 Safdie ha messo in scena una lettura della sua pièce Mr. Goldberg Goes to Tel Aviv, che esplora il rapporto tra ebrei della Diaspora di sinistra e israeliani nel contesto della politica mediorientale, al Rialto Theatre di Montréal, Québec. L’opera ha vinto il secondo premio nel concorso di drammaturgia Write-On-Q. E’ stata successivamente prodotta allo St. James Theatre da Infinitheatre nel febbraio 2017.
Tra le altre opere figurano: Laughing Dogs, Gratitude e The Survival of the Unfit.
Oren Safdie ha inoltre co-scritto il film israeliano del 2007 Bittersweet, diretto da Doron Benvenisti, presentato ai festival cinematografici di Gerusalemme e Montréal, candidato al Wolgin Award per il miglior film israeliano e al Golden Zenith Award.
È stato collaboratore anche di numerose riviste e giornali.
Premi
Safdie ha ottenuto numerose sovvenzioni e borse di studio, tra cui quelle del Canada Council for the Arts, del Conseil des arts et des lettres du Québec, della Graham Foundation for Advanced Studies in the Fine Arts, del John Golden Fund e della Société de développement des entreprises culturelles.
Tre sue opere, Boycott This, Mr. Goldberg Goes To Tel Aviv e Lunch Hour, hanno vinto il secondo premio nel concorso di drammaturgia del Québec Write-On-Q!
Nel 2019 la sua pièce Color Blind ha vinto il primo premio e il Kevin Tierney Prize.





Aggiungi Commento