IL PONTE VECCHIO (OLD BRIDGE) di Igor Memic

Old Bridge di Igor Memic è un intenso dramma romantico e storico che racconta la distruzione della Jugoslavia attraverso gli occhi di un gruppo di giovani di Mostar. Vincitore del Papatango New Writing Prize, il testo ha imposto Memic come una delle voci più promettenti della nuova drammaturgia britannica. L’opera unisce la forza del racconto autobiografico alla struttura del grande dramma amoroso, trasformando una vicenda privata in una meditazione sulla guerra, sulla memoria e sulla perdita.

Il titolo si riferisce allo Stari Most, il celebre ponte ottomano di Mostar, costruito nel XVI secolo e per secoli simbolo della convivenza tra le diverse comunità della città. Durante la guerra in Bosnia, il ponte venne distrutto nel 1993 dalle forze croato-bosniache e divenne uno dei simboli più dolorosi della dissoluzione della Jugoslavia. Ricostruito e riaperto nel 2004, oggi rappresenta nuovamente l’idea di collegamento e riconciliazione.

Nel testo di Memic, il ponte è molto più di un luogo fisico: è il cuore della città, il punto in cui i personaggi si incontrano, si innamorano e misurano il crollo del mondo che conoscevano.

Riassunto

La vicenda si apre a Mostar nel 1988. Durante la tradizionale gara di tuffi dallo Stari Most, Mina, una ragazza musulmana brillante e ironica, nota Mili, un giovane croato cattolico appena arrivato in città. Tra i due nasce immediatamente un’attrazione intensa e spontanea.

Attorno a loro si muovono gli amici Leila e Sasha, con i quali condividono un’esistenza fatta di musica, caffè, sigarette, battute e sogni per il futuro. La Mostar che Memic rappresenta è una città multiculturale e vivace, in cui le differenze religiose e nazionali sembrano avere poca importanza nella vita quotidiana.

La narrazione è incorniciata dalla presenza di Emina adulta, la Mina del presente, che guarda al passato con malinconia e cerca di ricostruire il mondo perduto della propria giovinezza.

Con il passare del tempo, il clima politico si deteriora. Quello che inizialmente appare come un rumore di fondo si trasforma gradualmente in minaccia concreta. I personaggi continuano a vivere, amare e progettare, incapaci di immaginare la portata del disastro imminente.

Quando nel 1992 scoppia la guerra in Bosnia, la vita quotidiana si disgrega. Le privazioni diventano la norma, i quartieri si militarizzano, le identità etniche e religiose — un tempo secondarie — diventano fattori di separazione e pericolo.

L’amore tra Mina e Mili viene messo a dura prova dalla violenza e dalle divisioni che attraversano la città. Il dramma non si concentra sulle strategie militari o sulla politica, ma sull’esperienza umana della guerra: il modo in cui essa interrompe bruscamente l’innocenza e costringe le persone a ridefinire sé stesse.

Il finale è profondamente doloroso. Attraverso la voce dell’Emina adulta, il pubblico comprende che il passato non può essere recuperato. Ciò che resta è la memoria di un tempo in cui la convivenza sembrava naturale e il futuro appariva ancora possibile.

Temi principali

L’amore e la guerra

La relazione tra Mina e Mili richiama archetipi come Romeo e Giulietta, ma inseriti in un contesto storico reale.

La memoria

Il testo è una rievocazione nostalgica e dolorosa di un mondo scomparso.

Identità e appartenenza

La guerra trasforma differenze prima irrilevanti in confini invalicabili.

La perdita dell’innocenza

I personaggi passano dalla spensieratezza giovanile alla devastazione del conflitto.

Il ponte come metafora

Lo Stari Most rappresenta il legame tra persone, culture e generazioni.

Stile e struttura

Memic combina dialoghi naturalistici, humor giovanile e una cornice narrativa affidata all’Emina adulta. La scrittura alterna leggerezza e tragedia, con una forte attenzione ai dettagli della vita quotidiana.

Storia della produzione

Old Bridge ha vinto il Papatango New Writing Prize, uno dei riconoscimenti più importanti del Regno Unito per nuovi autori. Il premio prevede supporto drammaturgico e una produzione professionale.

La prima mondiale si è tenuta al Bush Theatre di Londra dal 21 ottobre al 20 novembre 2021, in una produzione di Papatango diretta da Selma Dimitrijevic. Nel cast figuravano Saffron Coomber (Mina), Dino Kelly (Mili), Rosie Gray (Leila), Emilio Iannucci (Sasha) e Susan Lawson-Reynolds (Emina). (The Standard)

Dopo il debutto londinese, il testo è stato ripreso da compagnie professionali e amatoriali nel Regno Unito e presentato anche al Edinburgh Festival Fringe, confermando la sua forza narrativa e il suo valore didattico e civile.

Ricezione critica

La critica ha accolto il testo con notevole interesse, elogiando l’originalità del punto di vista bosniaco sulla guerra, la vivacità dei dialoghi e dei personaggi, l’efficacia del contrasto tra la gioia giovanile e la tragedia storica e la forza simbolica del ponte.

Old Bridge è un testo che restituisce una dimensione umana a un conflitto spesso percepito in modo astratto. Memic racconta la guerra non attraverso la geopolitica, ma attraverso la vita quotidiana e l’esperienza di chi vede il proprio mondo sgretolarsi.

Conclusione

Con Old Bridge, Igor Memic ha scritto un dramma di grande forza emotiva e valore storico. La storia d’amore tra Mina e Mili diventa il simbolo di una società che credeva nella convivenza e che viene spezzata dalla violenza.

È un’opera che parla della Bosnia, ma anche di qualsiasi luogo in cui il fragile equilibrio tra le persone possa essere distrutto dall’odio. Il ponte del titolo, pur abbattuto, continua a rappresentare la possibilità — dolorosa ma necessaria — di ricostruire legami dopo la catastrofe.

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