Ronald Harwood torna qui ad uno dei suoi temi preferiti: quello della responsabilità politica di un artista, e lo fa rappresentando la storia della collaborazione fra Richard Strauss e il poeta Stefan Zweig.

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La commedia si svolge nel periodo dal 1931 alla fine della seconda guerra mondiale. Richard Strauss ha 67 anni e si trova nella sua villa di Garmisch insieme alla moglie Pauline, una formidabile ex-cantante d’opera sua coetanea. Strauss è in crisi: Hofmannsthal, il librettista che gli ha dato una traccia per le sue opere più famose, è morto, e senza l’ispirazione di un buon libretto Strauss non è più in grado di comporre.

Stefan_ZweigC’è un altro grande scrittore in Austria che potrebbe aiutarlo, Stefan Zweig, ma Strauss ritiene che sia troppo importante e troppo ricco per accettare di fargli da librettista. Pauline lo incita a chiamare Zweig: alla peggio ne riceverà un rifiuto.
E invece Zweig (un uomo elegante, di 50 anni) è fin troppo lusingato dalla richiesta di Strauss, e, vincendo la timidezza, gli parla di adattare la commedia di Ben Jonson La Donna Silenziosa, Strauss ne è entusiasta.

Isla Blair e Michael Pennington nell'edizione inglese di Collaboration

Isla Blair e Michael Pennington nell’edizione inglese di Collaboration

Inizia così la loro collaborazione, ma Zweig è sempre più preoccupato per il crescente antisemitismo che sta dilagando in Europa, e si rende conto che non gli sarà possibile scrivere altri libretti per le opere di Strauss. Il musicista, invece, entusiasta del lavoro di Zweig, sembra non rendersi conto di fino a che punto è precipitata la situazione: la politica ora vuole controllare la cultura! Per lui c’è un solo antidoto a quello stato di cose: lavorare, e continuare a lavorare.
Ma arriva ben presto la notizia che Goebbels sta per emettere un ordine che nessun teatro possa più rappresentare opere scritte da ebrei – e ciò include anche tutte quelle opere in cui Strauss ha collaborato con ebrei: Zweig, quindi, ma anche von Hofmannsthal che era ebreo per un quarto. Inoltre, a Strauss viene suggerito di stare attento: suo figlio ha sposato un’ebrea! Lo assicurano che la sua famiglia sarà al sicuro – a patto che lui accetti di diventare Presidente della Camera della Musica del Reich. Anche se odia l’idea di lavorare per i Nazisti, Strauss non può fare a meno di accettare.
Strauss deve battersi, minacciando uno scandalo che il regime nazista non può permettersi, perché l’opera La Donna Silenziosa venga finalmente rappresentata a Dresda e perché il nome di Zweig compaia in cartellone a fianco al suo. L’opera è un successo, e Strauss telefona entusiasta a Zweig, ma questi non riesce ad appassionarsi alla questione: sta per partire insieme alla moglie Lotte per sfuggire ai nazisti.
Strauss scriverà molte lettere a Zweig implorandolo di scrivergli un altro libretto. Zweig rifiuta sempre. E una delle lettere di Strauss, caduta in mano alla Gestapo, metterà nei guai il compositore: alcuni dei passaggi della lettera, infatti, mostrano come Strauss abbia delle idee assolutamente contrarie a quelle del nazionalsocialismo. Per farsi perdonare, dovrà scrivere l’Inno dei giochi olimpici che si svolgeranno a Berlino l’anno seguente.

il manifesto di Londra

il manifesto di Londra

In Brasile, Zweig è assieme a Lotte: si preparano al suicidio, e Zweig scrive la sua ultima lettera.
Alla fine della guerra. nel 1948, Strauss (ormai ottantaquattrenne) deve giustificarsi per aver collaborato con i nazisti. Lui si difende: è stato obbligato a farlo per salvare la sua famiglia. Ricorda Zweig, e quanto lo ha amato… e piange, sostenendo che questi sì è stato un vero e proprio collaborazionista: i nazisti lo volevano morto, e lui li ha accontentati suicidandosi.

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