equusAlan Strang è un ragazzo di diciassette anni che, apparentemente senza alcuna ragione, ha accecato svariati cavalli ed è mandato da Esther Salamon, il magistrato che si occupa del suo caso, in una clinica psichiatrica.

Esther spera che il suo amico Martin Dysart, rispettato professore in psichiatria infantile, riesca a riportare Alan ad uno stato di salute mentale, in modo che possa diventare un normale membro della società.

Ciò che rende assolutamente incomprensibile l’atto compiuto da Alan è che egli si preso cura di quei cavalli con devozione amorosa per oltre un anno, lavorando come inserviente presso la loro stalla.equus1

Il dottor Dysart riesce a penetrare la psiche turbata del ragazzo, ma il venire a contatto con il viaggio spirituale e sessuale di Alan dentro la pazzia gli fa notare per riflesso la sua propria vita priva di passioni.

Dysart si rende conto che la sua “cura” toglierà ad Alan la fede che il ragazzo si è costruito attorno alla mitica figura di Equus, dio cavallo, così come gli toglierà la vitalità sessuale. Dysart non può impedirsi di invidiare ad Alan l’adorazione sessuale che questi ha provato, e l’estasi che ha raggiunto.

Dysart aiuta Alan a parlare della sua ossessione, che lo porta ad identificare con Dio il cavallo Equus. Ma il dottore commenta che: “Quando Equus se ne andrà, se mai se ne andrà, lo farà con le tue viscere fra i denti… Io darò ad Alan il buon mondo della Normalità… e gli darò luoghi normali per la sua estasi… Vedete, un dottore è in grado di eliminare la passione. Ma non è in grado di crearla.”

La commedia esplora quindi cosa è la Normalità e fino a che punto può arrivare la società per normalizzare la gente (o per rinchiuderla da qualche parte se dovesse rivelarsi refrattaria alla normalizzazione). Il ruolo che ha uno psichiatra in questo processo è per il dottor Dysart sia una sfida che una ragione di depressione. Dysart odia quanto va necessariamente perduto in quest’opera di normalizzazione, e si ritrova ad invidiare le passionali ossessioni dei suoi pazienti. Questa invidia di Dysart per la capacità di Alan di amare in modo primitivo ed appassionato costituisce il cuore del conflitto tragico del testo.

Shaffer stesso ha commentato: “E’ chiaro che la tragedia non è in un conflitto tra Giusto e Sbagliato, ma nella collisione fra due tipi diversi di Giusto, in questo caso tra l’obbligo professionale di Dysart di guarire un ragazzo terrorizzato che ha commesso un crimine spaventoso, e l’appassionata capacità di adorazione che ha Alan. Dysart deve fare ciò che fa. Ma nel suo agire al meglio, il dottore non può non sapere che è il distruttore di una passione che dovrà per sempre, e giustamente, invidiare.”

1 Commento

  • Iria Sicari Posted 29 luglio 2011 21:21

    Perchè lo sguardo del Cristo si legge negli occhi del cavallo-
    Terrei molto alla sua visione-Grazie
    Egill

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