CAPITAN AMAZING di Alistair McDowall

Il palcoscenico romano si prepara ad accogliere una storia che mescola la quotidianità più grigia alla straordinarietà dell’immaginazione. Debutta nella Capitale Capitan Amazing, un monologo polifonico scritto dall’acclamato autore britannico Alistair McDowall. L’opera, che ha già riscosso un notevole successo al Fringe Festival di Edimburgo e al Soho Theatre di Londra, arriva in Italia con una produzione capace di esaltarne tutta la forza visionaria, proponendo un linguaggio scenico profondamente evocativo e contemporaneo.

La trama tra realtà e fumetto

La narrazione ruota attorno a Mark, un uomo dalla vita apparentemente monotona che diventa padre quasi per caso. Per la sua piccola Emily, Mark inventa un alter ego speciale: Capitan Amazing, un paladino della giustizia forse un po’ imbranato, ma assolutamente intrepido. Man mano che la bambina cresce, impara a parlare e inizia a fare le prime domande sul mondo, le avventure del protagonista si arricchiscono: sventa i piani del malvagio Bastardman, vola al fianco di Superman e si ritrova a battibeccare con Batman. Questa dinamica, che richiama il fascino dei supereroi a teatro, diventa uno scudo protettivo contro le avversità.

Tuttavia, quando un colpo terribile e reale si abbatte sulla vita di Mark, la separazione tra l’uomo e l’eroe inizia a vacillare. Il protagonista si ostina a voler raddrizzare le storture del mondo, sfrecciando con la fantasia sopra le piramidi, sulla foresta amazzonica o tra le galassie, sfoggiando un mantellino rosso sotto il camice da lavoro. Lo spettacolo si trasforma così in un’avventura epica che indaga il confine sottile tra la follia e il superpotere dell’immaginazione.

Una regia evocativa in uno spazio nudo

La messa in scena si affida alla traduzione e alla regia di Marco Maria Casazza, che sposa in pieno la struttura non lineare concepita dal drammaturgo. Le due esistenze di Mark, quella reale e quella “da fumetto” del suo alter ego, si alternano sul palco in un caos solo apparente. Questo approccio registico disegna, attraverso frammenti e assonanze, un percorso intimo che risulta al tempo stesso comico ed emozionante.

L’azione si svolge all’interno di uno spazio scenico quasi completamente nudo, metafora dell’appartamento e della vita sociale del protagonista. In questo vuoto fisico, i momenti di svolta cruciali strappano Mark dalla sua esistenza ordinaria, costringendolo ad affrontare sfide sempre più ardue e potenzialmente devastanti, dalle quali non uscirà indenne ma che lo porteranno a scoprire superpoteri che non sapeva di possedere.

Un cast immaginario per un attore poliedrico

A dare vita a questo universo complesso è Stefano Annoni, attore diplomato alla Scuola Paolo Grassi di Milano con un’esperienza ventennale tra teatro, cinema e televisione. Annoni interpreta in modo quasi acrobatico tutti i personaggi che popolano la storia, animando con pochissimi elementi un cast immaginario vivido, giocoso e a tratti struggente di poesia. Il ruolo richiede una straordinaria agilità fisica e vocale, unita a un rigoroso controllo e a una radicale estraneità al sentimentalismo.

Il progetto teatrale è una produzione firmata Malalingua – Roma. La sua evoluzione scenica è stata possibile grazie a un intenso percorso di ricerca sviluppato attraverso diverse residenze artistiche, tra cui Il Poggio a Brunate, la Grotta del Mago a Milano e Settimocielo/Teatro La Fenice ad Arsoli, confermando l’impegno verso una drammaturgia contemporanea di respiro internazionale.

Info utili

  • Spettacolo: Capitan Amazing di Alistair McDowall
  • Traduzione e regia: Marco Maria Casazza
  • Con: Stefano Annoni
  • Date: 28, 29, 30 settembre 2026
  • Orario: 21.00
  • Luogo: Teatro Vittoria — Piazza S. Maria Liberatrice 10, Roma (Testaccio)
  • Produzione: Malalingua – Roma
  • Informazioni e biglietti: teatrovittoria.it

Capitan Amazing: Stefano Annoni al Teatro Vittoria

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