Captain Amazing di Alistair McDowall è probabilmente l’opera più tenera ed emozionante del drammaturgo britannico. Scritta nel 2013 come monologo per l’attore Mark Weinman, la pièce combina il linguaggio dei fumetti di supereroi con una storia profondamente umana, trasformando la figura del padre contemporaneo in un eroe quotidiano.
Dietro l’ironia e l’immaginazione, Captain Amazing è un intenso racconto sulla paternità, sulla perdita e sul potere delle storie di aiutarci a sopravvivere al dolore.
L’opera
Il protagonista di Captain Amazing è Mark, un uomo timido e apparentemente ordinario che si presenta al pubblico come Captain Amazing, il più grande supereroe del mondo.
Con grande naturalezza racconta le proprie imprese: combatte criminali, salva città, vola tra i grattacieli, incontra Batman e Superman e affronta mostri giganteschi. Tuttavia, fin dalle prime battute, appare evidente che questi episodi appartengono più all’immaginazione che alla realtà.
Progressivamente emerge la vera storia.
Mark è un giovane impiegato con scarsa fiducia in sé stesso. Durante una festa conosce una ragazza, se ne innamora e costruisce con lei una famiglia. Nasce una bambina, Emily, che vede nel padre un autentico supereroe capace di risolvere qualsiasi problema.
È proprio attraverso gli occhi della figlia che nasce Captain Amazing.
Mark inizia a raccontarle incredibili avventure prima di andare a dormire, inventando un alter ego coraggioso, invincibile e sempre pronto a salvare il mondo.
Per Emily, suo padre è davvero un eroe.
La crisi familiare
La relazione con la compagna si deteriora e la coppia si separa.
Mark continua però a mantenere un rapporto fortissimo con Emily, che cresce continuando a credere nelle avventure di Captain Amazing.
Il monologo alterna continuamente due livelli narrativi:
- la vita quotidiana di un padre separato;
- le missioni fantastiche del supereroe.
Le due dimensioni finiscono per sovrapporsi fino a diventare inseparabili.
Il cuore del dramma
Nella seconda parte emerge la tragedia che attraversa l’intera opera.
Emily si ammala gravemente.
Per affrontare la paura e il dolore, Mark continua a raccontarle le avventure di Captain Amazing, trasformando ospedali, medici e cure in nemici fantastici da combattere.
La fantasia diventa un rifugio, ma anche uno strumento per dare un senso all’impotenza.
Quando Emily muore, Captain Amazing rimane l’unico modo attraverso cui Mark riesce a sopravvivere al lutto.
Le imprese eroiche assumono allora un significato completamente diverso: il supereroe non combatte alieni o criminali, ma la disperazione, la solitudine e il senso di colpa.
Il finale suggerisce che il vero eroismo non consiste nell’essere invincibili, ma nel continuare ad amare e a vivere anche dopo una perdita irreparabile.
Temi principali
Captain Amazing affronta numerosi temi universali:
- la trasformazione della paternità;
- il rapporto tra immaginazione e realtà;
- il potere consolatorio delle storie;
- il lutto e la memoria;
- il coraggio nascosto nella quotidianità.
McDowall utilizza il linguaggio del fumetto per raccontare una vicenda estremamente concreta e riconoscibile, dimostrando come l’eroismo possa manifestarsi nei gesti più semplici: accompagnare una figlia a scuola, raccontarle una favola, starle accanto durante la malattia.
Lo stile
Captain Amazing è un monologo di circa settanta minuti, costruito come una continua alternanza di dialoghi, flashback e sequenze immaginarie.
Un solo attore interpreta tutti i personaggi: Mark, Emily, la madre, Batman, Superman, medici, amici e avversari.
La scrittura è rapidissima, piena di cambi di ritmo e di improvvisi salti emotivi. In pochi secondi si passa dalla comicità più surreale alla commozione più intensa.
L’opera è inoltre arricchita da illustrazioni realizzate da Rebecca Glover, proiettate durante lo spettacolo come se fossero i disegni di un albo illustrato o gli schizzi di una bambina. Queste immagini diventano parte integrante della narrazione e contribuiscono a costruire il mondo fantastico di Captain Amazing.
La produzione originale
La prima mondiale di Captain Amazing è andata in scena dal 9 al 13 aprile 2013 al Live Theatre di Newcastle.
Lo spettacolo era diretto da Clive Judd e interpretato dal solo Mark Weinman, attore per il quale McDowall aveva scritto il testo durante il processo di sviluppo creativo. La produzione utilizzava una scenografia estremamente essenziale: tre cubi rossi, uno schermo per le proiezioni e pochissimi oggetti di scena. Tutto il resto era affidato alla capacità narrativa dell’interprete e alle illustrazioni proiettate sul fondale.
Edinburgh Fringe e tournée
Dopo il successo della prima, lo spettacolo è stato presentato al Edinburgh Festival Fringe 2013, dove ha ricevuto recensioni entusiastiche ed è rapidamente diventato uno dei monologhi più apprezzati del festival.
Successivamente è stato portato in tournée nel Regno Unito, con tappe al Soho Theatre di Londra e in numerosi altri teatri, consolidando la reputazione di McDowall come una delle nuove voci più interessanti della drammaturgia britannica.
Per celebrare i 10 anni dal debutto, c’è stato un revival del testo al Southwark Playhouse di Londra.
La critica
La critica ha accolto Captain Amazing con grande entusiasmo.
The Guardian ha definito il testo «commovente e pieno di calore», lodando la capacità di McDowall di trasformare un padre qualunque in un autentico supereroe e sottolineando la straordinaria interpretazione di Mark Weinman, capace di passare da un personaggio all’altro con sorprendente naturalezza.
Le recensioni hanno evidenziato anche l’originalità della struttura narrativa: un monologo che unisce cultura pop, fumetto, comicità e tragedia senza mai perdere autenticità emotiva. Le proiezioni illustrate di Rebecca Glover sono state considerate un elemento fondamentale dell’allestimento, in grado di evocare il punto di vista infantile della storia.
L’opera
Pur essendo molto diversa dai successivi Pomona, X o The Glow, Captain Amazing contiene già molti degli elementi distintivi della poetica di McDowall: la contaminazione tra realtà e immaginazione, la costruzione di universi paralleli e la convinzione che il racconto possa modificare il modo in cui percepiamo il mondo.
Il supereroe del titolo non possiede davvero poteri straordinari. La sua forza consiste nella capacità di continuare a raccontare storie e ad amare la propria figlia anche quando la realtà diventa insopportabile. In questo senso, Captain Amazing è un inno alla fantasia come forma di resistenza e uno dei testi più delicati e universali della drammaturgia inglese contemporanea.

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