Hedda Tesman è la radicale riscrittura dell’Hedda Gabler di Henrik Ibsen realizzata da Cordelia Lynn. L’opera è stata rappresentata per la prima volta nel 2019, al Minerva Theatre del Chichester Festival Theatre. Il testo è una riscrittura contemporanea di Hedda Gabler di Henrik Ibsen.
Riassunto dell’opera
Cordelia Lynn prende la vicenda di Hedda Gabler e compie una trasformazione molto precisa: sposta l’azione di circa trent’anni nel futuro, portando Hedda dall’età della giovane donna appena sposata a quella di una donna ormai sulla cinquantina, che ha trascorso gran parte della propria vita dentro un matrimonio e in una condizione di crescente insoddisfazione.
È il 2019. Hedda e George Tesman sono appena tornati in Inghilterra dopo un lungo periodo trascorso negli Stati Uniti. George è un accademico e sta per ottenere finalmente la cattedra universitaria che ha sempre desiderato. Hedda, invece, torna in una grande casa di campagna, apparentemente confortevole ma per lei soffocante, portandosi dietro trent’anni di frustrazione, rimpianti e occasioni perdute.
Il cambiamento più importante rispetto a Ibsen riguarda però Thea Elvsted. In Hedda Tesman, Thea non è più l’amica/rivale di Hedda: è diventata sua figlia, una giovane donna ormai adulta dalla quale Hedda è profondamente distante.
La scelta è particolarmente significativa. Nel testo di Ibsen Hedda è incinta e la gravidanza rappresenta una delle possibilità di trasformazione della sua vita che la protagonista rifiuta. Lynn immagina invece che quella gravidanza sia realmente arrivata a compimento: Thea è la figlia che Hedda ha avuto e che, nel corso degli anni, ha contribuito a farle abbandonare la propria carriera e la propria identità. La maternità, dunque, diventa il grande elemento che modifica retroattivamente tutta la storia di Hedda.
Thea torna improvvisamente nella vita della madre. È legata sentimentalmente a Elijah, uno scrittore e accademico problematico, con un passato di dipendenza dall’alcol, che ha scritto un importante manoscritto. George è interessato al lavoro di Elijah perché potrebbe contribuire alla sua carriera accademica.
La situazione crea così una nuova versione del triangolo originario di Ibsen: Hedda, Thea ed Elijah occupano in parte le posizioni che nel testo originale appartenevano a Hedda, Thea ed Eilert Løvborg, ma le relazioni familiari e affettive sono completamente cambiate.
Hedda, ormai adulta e consapevole del tempo perduto, sviluppa nei confronti della figlia sentimenti contraddittori: senso di colpa, rivalità, risentimento e, soprattutto, la sensazione che Thea rappresenti tutto ciò che lei avrebbe potuto essere e non è stata.
Da qui ricomincia il meccanismo di manipolazione tipico della protagonista ibseniana. Hedda interviene nelle vite degli altri, cerca di controllare Elijah, Thea e George e torna a esercitare quella forma di potere distruttivo che caratterizza il personaggio originale.
Anche Brack rimane presente, interpretato come una figura maschile capace di esercitare pressione e controllo su Hedda. Allo stesso modo ritorna l’elemento delle pistole, che costituisce uno dei legami più evidenti con Hedda Gabler e conduce alla conclusione tragica.
Il senso della riscrittura
Il titolo, Hedda Tesman, è particolarmente significativo: Ibsen aveva chiamato la propria protagonista Hedda Gabler, mantenendo il cognome del padre anche dopo il matrimonio. Lynn la chiama invece Hedda Tesman.
È un cambiamento apparentemente piccolo ma molto importante: la donna che in Ibsen continua a definirsi attraverso il padre è ora definita attraverso il marito.
Il problema che Lynn pone è quindi: che cosa rimane di Hedda dopo trent’anni di matrimonio, maternità e rinunce?
La sua Hedda non è più una giovane donna terrorizzata dalla possibilità di perdere la propria libertà: è una donna che, secondo la lettura di Lynn, ha già perso gran parte di quella libertà. Il dramma nasce dal confronto con ciò che avrebbe potuto essere.
Il testo diventa così una riflessione su:
- maternità e identità femminile;
- matrimonio e perdita dell’autonomia;
- carriera e rinuncia alle proprie ambizioni;
- rapporto fra madri e figlie;
- memoria e rimpianto;
- eredità familiare;
- potere e manipolazione;
- invisibilità sociale delle donne di mezza età.
Come ha osservato il Guardian, Lynn trasforma il conflitto di una giovane donna che teme il futuro in quello di una donna che guarda indietro alla propria vita con nostalgia e rimpianto.
La produzione del 2019
La prima mondiale si è tenuta al Minerva Theatre, Chichester, dal 30 agosto al 28 settembre 2019. Era una coproduzione fra Chichester Festival Theatre, Headlong e The Lowry.
La regia era di Holly Race Roughan.
Il cast principale comprendeva:
- Haydn Gwynne – Hedda Tesman
- Anthony Calf – George Tesman
- Jonathan Hyde – Brack
- Jacqueline Clarke – Julie Tesman
- Natalie Simpson – Thea Tesman
- Irfan Shamji – Elijah
- Rebecca Oldfield – Bertha.
Le scene erano di Anna Fleischle, con luci di Zoe Spurr, musica di Ruth Chan e sound design di George Dennis.
La produzione è poi arrivata al Lowry di Salford, dove è stata rappresentata dal 3 al 19 ottobre 2019.
Fortuna Critica
La produzione di Chichester ha avuto un’accoglienza generalmente molto interessata alla scrittura di Lynn.
Il Guardian ha definito il lavoro una riscrittura moderna e cupa, sottolineando soprattutto il modo in cui Lynn utilizza nostalgia e rimpianto per raccontare il progressivo deterioramento dell’autonomia di Hedda.
WhatsOnStage ha apprezzato l’operazione di Lynn, evidenziando come il testo mantenga il desiderio di Hedda di essere vista e di avere un ruolo nel mondo, trasformandolo però in una condizione di invisibilità e frustrazione tipica della donna di mezza età.
Anche il British Theatre Guide ha sottolineato che Lynn mantiene gli elementi fondamentali dell’originale ma li riorganizza fino a trasformarli in qualcosa che appare come una nuova commedia contemporanea.
In sintesi
Hedda Tesman è particolarmente interessante perché non cerca di “modernizzare” Ibsen semplicemente spostandolo nel 2019. Lynn prende la domanda fondamentale di Hedda Gabler – che cosa succede a una donna intelligente quando la società non le offre uno spazio adeguato alla propria libertà e alle proprie ambizioni? – e la sposta trent’anni più avanti.
La sua Hedda ha avuto una carriera che non ha potuto realizzare, un matrimonio che l’ha consumata, una figlia che non ha mai saputo amare pienamente e una vita dalla quale non riesce più a fuggire. Il vero dramma non è quindi la paura del futuro, ma la consapevolezza del passato.
È probabilmente questo l’elemento più originale e più contemporaneo della riscrittura di Lynn.
LYNN, Cordelia

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