Pomona di Alistair McDowall è considerato uno dei testi più influenti del teatro britannico del XXI secolo. Scritto nel 2014 e ripreso nel 2015 al National Theatre, il dramma rappresenta una straordinaria fusione di thriller urbano, horror cosmico, teatro sociale e fantascienza, in una struttura narrativa volutamente frammentata che ha consacrato McDowall come uno degli autori più innovativi della sua generazione.
Il titolo fa riferimento a Pomona, una reale isola industriale abbandonata sul Manchester Ship Canal, un luogo marginale e quasi dimenticato della città, che nel testo assume una dimensione mitica: un territorio sospeso tra realtà e leggenda, dove le normali regole dello spazio, del tempo e della morale sembrano dissolversi.
Il testo
La vicenda prende avvio da una situazione apparentemente semplice.
Ollie, una giovane donna determinata e vulnerabile, è alla ricerca della sorella Clare, scomparsa improvvisamente senza lasciare traccia. Tutti gli indizi sembrano condurre a Pomona, una landa di cemento deserta e inquietante che nessuno vuole attraversare e di cui tutti parlano con paura.
La ricerca di Ollie costituisce il filo conduttore dell’opera, ma ben presto la narrazione si frammenta in una serie di episodi apparentemente scollegati.
Entrano così in scena personaggi eccentrici e inquietanti:
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Fay, una prostituta che tenta disperatamente di sottrarsi a una rete di sfruttamento;
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Charlie e Moe, due improbabili guardie di sicurezza ossessionate dai giochi di ruolo fantasy e dalle teorie del complotto;
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Keaton, una misteriosa ragazza quasi muta, dai comportamenti meccanici e alieni;
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Zeppo, ambiguo boss della malavita, che si presenta indossando soltanto una canottiera e mutande e racconta lunghi monologhi su I predatori dell’arca perduta, trasformando il film di Steven Spielberg in una metafora dell’intera vicenda. (London Theatre)
Una struttura a labirinto
McDowall costruisce il testo come un nastro di Möbius, in cui passato, presente e futuro si intrecciano continuamente.
Le scene sono brevissime e separate da lunghi blackout.
Molti avvenimenti vengono mostrati prima delle loro cause; alcuni dialoghi si ripetono con leggere variazioni; realtà, fantasia e giochi di ruolo si sovrappongono fino a diventare indistinguibili.
Lo spettatore è costretto a ricostruire autonomamente la cronologia degli eventi.
Non è mai del tutto chiaro se ciò che accade sia reale oppure il prodotto delle paure e delle fantasie dei personaggi.
Pomona: un luogo reale e mitologico
Pomona è insieme:
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un’isola industriale realmente esistente a Manchester;
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un luogo di prostituzione e traffici illegali;
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una zona proibita da cui nessuno ritorna;
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un labirinto mentale;
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una versione contemporanea degli inferi.
McDowall attinge apertamente all’immaginario di H. P. Lovecraft: i riferimenti a Cthulhu, ai giochi di ruolo e agli orrori cosmici suggeriscono che sotto la superficie della città possa nascondersi qualcosa di incomprensibile e mostruoso.
Ma il vero orrore non è soprannaturale.
È l’indifferenza collettiva.
La sparizione di ragazze, lo sfruttamento sessuale, la violenza e la marginalità vengono accettati come elementi ordinari del paesaggio urbano.
I temi
La città contemporanea
Manchester diventa una metropoli labirintica, in cui le persone possono sparire senza che nessuno se ne accorga.
La violenza invisibile
L’opera riflette sul traffico di esseri umani, sulla prostituzione e sulla complicità sociale.
Realtà e immaginazione
I giochi di ruolo e la cultura pop non rappresentano una fuga, ma un modo per interpretare una realtà ormai incomprensibile.
Il caso e il destino
Le continue citazioni dei dadi e dei giochi suggeriscono che la vita sia governata da combinazioni casuali più che da scelte razionali.
La produzione del National Theatre
Dopo il debutto del 2014 all’Orange Tree Theatre, accolto come una delle rivelazioni dell’anno, Pomona è stato trasferito nel settembre 2015 al Temporary Theatre (The Shed) del National Theatre, per poi proseguire al Royal Exchange Theatre.
La regia era di Ned Bennett, che ha trasformato lo spazio teatrale in un ambiente immersivo e profondamente inquietante.
La scenografia di Georgia Lowe era dominata da una struttura industriale minimale e da superfici grigie che evocavano il cemento e le infrastrutture abbandonate di Manchester. Luci intermittenti, lunghi blackout e un potente disegno sonoro di Giles Thomas contribuivano a creare un’atmosfera di costante minaccia.
Il cast comprendeva:
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Nadia Clifford (Ollie),
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Rebecca Humphries (Fay),
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Sarah Middleton (Keaton),
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Sean Rigby (Moe),
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Sam Swann (Charlie),
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Guy Rhys (Zeppo),
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Rochenda Sandall (Gale)
La ricezione critica
La produzione fu accolta con grande entusiasmo e contribuì definitivamente ad affermare McDowall sulla scena britannica.
Time Out definì Pomona un’«eccezionale miscela di thriller brutale, realismo magico e riferimenti lovecraftiani», sottolineando come il trasferimento al National ne confermasse il valore di nuovo classico del teatro contemporaneo.
Molti critici elogiarono la regia di Ned Bennett e la capacità dello spettacolo di mantenere costantemente un senso di minaccia e disorientamento attraverso luci, suoni e movimento scenico.
Le poche riserve riguardarono la struttura volutamente enigmatica: alcuni recensori ritennero che la complessità narrativa rendesse difficile un coinvolgimento emotivo immediato, pur riconoscendo l’eccezionale originalità del progetto.
Un’opera simbolo della nuova drammaturgia britannica
Pomona è oggi considerato il testo che ha consacrato definitivamente Alistair McDowall. Attraverso una narrazione costruita come un incubo a occhi aperti, il drammaturgo fonde thriller, horror cosmico, cultura pop, critica sociale e teatro sperimentale in un linguaggio completamente nuovo.
L’isola di Pomona diventa così il simbolo di tutte le periferie invisibili del mondo contemporaneo: luoghi che preferiamo ignorare, ma nei quali si concentrano le paure, le contraddizioni e le responsabilità di un’intera società.
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