
Ruth WIlson (Hedda) e Chukwudi Iwuji (Lovborg) al National Theatre, per la regia di Ivo Van Hove
Hedda Gabler nella versione di Patrick Marber
La trama è nota: Hedda Gabler è appena tornata dal viaggio di nozze con il marito George Tesman, accademico immaturo e privo di fascino. Nel nuovo appartamento che lui ha acquistato per compiacerla, Hedda scopre con spietata lucidità l’errore compiuto: ha creduto di poter giocare con le regole del matrimonio borghese senza esserne consumata, e ora si trova intrappolata in una vita che non le appartiene. L’arrivo di Thea Elvsted, ex compagna di scuola, porta con sé notizie di Eilert Lovborg — l’unico uomo che Hedda abbia mai rispettato, un genio autodistruttivo che pare essere risorto grazie alla tenace, silenziosa influenza di Thea. Proprio questa rinascita scatena in Hedda un’invidia intricata e oscura. Quando il giudice Brack stringe su di lei la morsa di un ricatto e la vita di Lovborg precipita di nuovo verso la rovina — causata proprio dalle manovre di lei — Hedda si trova senza vie d’uscita. Il finale, come nell’originale, la precipita verso l’unico atto di libertà che le rimane.
La versione di Marber sceglie un approccio rigoroso e insieme spregiudicato. Il regista Ivo Van Hove chiese a Marber di scrivere un copione adatto a una produzione in abiti moderni in uno spazio quasi vuoto, ma che potesse in teoria funzionare anche in costume d’epoca su un set realistico; non doveva “aggiornare” il testo né usare slang, con la libertà di tagliare e occasionalmente riordinare le battute, ma senza ulteriori licenze. Il risultato è un testo agile, asciutto e non privo di humour, fedele all’originale ma con quel tanto di modernità necessario a far emergere sia la comicità che la minaccia latente. Marber mantiene la struttura ibseniana e i quattro atti, ma comprime i dialoghi, elimina le ridondanze vittoriane e affina la qualità della menace psicologica — una cifra caratteristica della sua drammaturgia, visibile anche in Closer. Marber coglie magistralmente i passaggi dei personaggi: quando Hedda realizza che Thea è diventata l’anima gemella intellettuale del suo ex amante Eilert, la sua gelosia affiora e la spinge a distruggere Lovborg piuttosto che perderlo in favore di qualcun altro. In definitiva, il copione di Marber si discosta dall’originale di Ibsen quel tanto che basta per costruire qualcosa di memorabilmente proprio, pur rimanendo fedele a gran parte del testo e dello spirito dell’opera.

Hedda Gabler in questa versione è stata presentata per la prima volta nell’auditorium di Lyttelton del National Theatre, Londra, il 5 dicembre 2016
4 D – 3U
Dello stesso autore: POKER, CLOSER, THE RED LION, DON JUAN IN SOHO, HOWARD KATZ, AFTER MISS JULIE
MARBER, Patrick

Aggiungi Commento